Anziani vittime di raggiri e truffe. Anche se ormai sembra non fare più notizia data la frequenza  di casi sempre più in aumento, occorre però non abbassare la guardia.

50mila euro alla badante

Una cifra decisamente consistente, 50mila euro, finita alla badante dipendente di un’anziana signora di Mondovì, in un lasso di tempo che va dal 2010 al 2014. La vicenda arrivata in aula processuale al Tribunale di Cuneo vede imputata B.B. che si era occupata  di una donna rimasta vedova e di salute cagionevole. Lucida e presente a se stessa, secondo il medico di base, ma depressa e per questo motivo le erano stati prescritti antidepressivi. La donna, costituita parte civile al processo, aveva detto di aver dato di sua volontà i soldi alla badante ma, oltre al denaro erano però spariti gioielli nascosti nel frigorifero. L’unica a conoscere il nascondiglio era la badante. Nella vicenda compare anche in assegno di 10mila euro emesso a favore di una delle figlie dell’imputata che però non si era mai occupata dell’anzia. La sentenza è attesa per il 17 febbraio 2020.

950 euro spariti con il bancomat

Un altro caso di raggiro con indebito utilizzo di tessera bancomat sempre in Tribunale a Cuneo. Imputato N.B. con  l’accusa di furto e frode informatica e indebito utilizzo di carta di credito. L’accusa è di aver sottratto e utilizzato una tessera bancomat. Una signora di Busca con problemi di salute lo aveva assunto per aiutarlo in casa vista la sua situazione di fragilità. L’uomo  conosceva bene la donna perchè quindici anni prima aveva avuto una relazione con sua figlia. Nel settembre 2015, in un periodo di difficoltà economica per lui che aveva perso il lavoro, si era fatto dare la tessera bancomat e pin e aveva prelevato 950 euro. La signora nel frattempo è morta e l’uomo nonostante avesse restituito il denaro si è trovato ugualmente in Tribunale per l’iter della denuncia. Assoluzione per il furto della tessera condanna a 8 mesi e 200 euro di multa