Bibbiano ancora al centro della cronaca, sotto i riflettori di nuovo drammatiche vicende di minori sottratti alle famiglie.

Fratelli d’Italia accusa

A scendere in campo ora è Fratelli d’Italia Piemonte con una vicenda che riguarderebbe una giovane madre rea d’aver postato su un Facebook commenti riferiti all’ormai famigerata inchiesta emiliana, stavolta però in relazione a una comunità d’accoglienza per minori che si trova a Villa Maria di Boves, poco a Sud di Cuneo.

Madre in comunità e figli sottratti

In una nota, il partito della Meloni rivela la storia di una giovane madre, che sarebbe stata mandata  in comunità dai servizi sociali del CIS (Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta, Volvera) insieme ai tre figli per presunti maltrattamenti del compagno. In seguito però avrebbe denigrato la comunità stessa con riferimenti sui fatti di Bibbiano. Da qui sarebbe seguito – secopndo Fdi – l’allontanamento dei minori anche dalla stessa madre.

“Stanno arrivando decine di segnalazioni scioccanti, che approfondiremo una ad una per aiutare bambini e genitori ad ottenere giustizia: se anche qui in Piemonte qualcuno pensa di trattare i minori come pacchi postali dovrà vedersela con noi, taglieremo gli artigli agli angeli e demoni di tutta Italia, non solo in Emilia Romagna” annuncia Augusta Montaruli, parlamentare torinese di Fratelli d’Italia.

Domani si vota per l’avvio delle indagini

Domani martedì 8 ottobre 2019, come sottolinea  Maurizio Marrone, capogruppo Fdi in Regione Piemonte si voterà per l’eventuale avvio delle indagine:

“Domani voteremo in Consiglio Regionale l’avvio delle indagini conoscitive della Commissione Sanità e Assistenza sul sistema di gestione dei maltrattamenti familiari, di allontanamenti di minori e di comunità residenziali in Piemonte. La sinistra grida preventivamente alla caccia alle streghe e chiede che vengano esclusi dall’indagine di commissione soggetti coinvolti nell’inchiesta Angeli e demoni come il centro studi Hansel e Gretel, nonostante a Torino gestisca la formazione degli assistenti sociali con patrocini istituzionali e si vanti di seguire la terapia di centinaia di minori. Perché?”.

Resta da valutare se i servizi sociali avevano in carico la vicenda della famiglia in questione, con le sue problematiche, prima che venissero pubblicati i post incriminati.