Creavano società fittizie ma con una facciata credibile con l’unico scopo di ottenere finanziamenti da vari istituti di credito. Denaro che però non usavano per l’impresa, ma per prestiti con tassi da usura.

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Papà fa dire al bimbo

Somme fino a 500mila e 100mila euro a imprenditori col tasso d’interesse al 10% mensile: nessuna società è in grado di sostenere un tasso del genere.

La polizia di Torino in due distinte operazioni ha arrestato 16 persone, una è ancora latitante con le accuse di truffa, usura, estorsione, corruzione e intestazione fittizia di beni.

Sono tutte riconducibili a due organizzazioni criminose legate alla ‘ndrangheta. Una trentina sia gli indagati che le parti lese.

Sequestrati anche 3 milioni di euro

Il sentimento mafioso di queste due organizzazioni emerge in modo chiaro in una conversazione tra padre e figlio un bambino di nemmeno 10 anni intercettato in audio in pieno centro a Torino mentre lo accompagna a scuola e papà quasi lo interroga sulla loro appartenenza alla ‘ndrangheta.

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“Noi siamo la ‘ndrangheta”

Papà. “Comunque facciamo parte della loro famiglia, non potevamo trovare persone migliori…”
Figlio: “A me fa piacere far parte della loro famiglia!”
Papà: “Perché noi siamo la…”
Figlio: “La ‘ndrangheta!”
Papà: “E bravo, dai…”

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