Asti-Cuneo dopo le speranze e i trionfalismi dell’estate scorsa, battuta d’arresto per la realizzazione del troncone mancante.

Tutto nelle mani della UE

L’attesa si fa lunga. Occorre il parere della Comunità Europea che dovrà esprimersi preventivamente. Il dossier era stato inviato a  Bruxelles dall’allora ministro Toninelli lo scorso 28 agosto.

«In estate abbiamo ottenuto il via libera del Cipe. Contestualmente è iniziato il pagamento degli espropri ed è stata individuata la ditta incaricata della bonifica bellica, che è l’atto propedeutico all’avvio dei cantieri. Un nuovo stop adesso sarebbe disastroso», dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dopo l’incontro avvenuto martedì 8 ottobre 2019 a Bruxelles. Vertice interlocutorio, in vista dell’incontro  del 23 ottobre 2019 con la direzione Concorrenza e aiuti di Stato della Commissione Ue.

Un quadro preoccupante

«Fino a qualche tempo fa erano due le strade percorribili: il  “cross financing” proposto da Delrio, che prevedeva prolungamento delle concessioni a Gavio sulla Torino-Milano e la Torino-Piacenza, in cambio del completamento della Asti-Cuneo, o la “fiches d’ingresso” per cui chi vince la gara dovrebbe pagare al concessionario il subentro», dice Cirio. La quota di subentro ha un valore di un miliardo di euro. A questo punto però i tempi si potrebbero dilatare ulteriormente, aggiungendo così un altro capitolo  a una vicenda che sembra non aver fine.

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Lavori fermi

Dopo le promesse del premier Giuseppe Conte nella sua prima versione, quella della primavera scorsa con la visita a Cherasco, che parlava di inizio lavori entro l’estate ora tutto è fermo. Da Cherasco ad Alba non c’è neppure l’ombra di un cantiere. Conte il 22 ottobre 2019 sarà nuovamente a in Piemonte. Cirio, in quell’occasione, intende avere risposte.

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